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“GLI STUDENTI FANNO VALERE I PRORPI DIRITTI: “NON SIAMO UNA PERCENTUALE”

Articolo a cura di Ernesto Bossù, portavoce dell’associazione studentesca React.

“Non siamo una percentuale”. Questo è lo slogan scelto dalle migliaia di studenti della Provincia di Modena che, negli ultimi giorni di aprile, hanno scioperato e si sono mobilitati per chiedere l’abrogazione dei doppi turni, ideati dalla Prefettura locale per consentire la presenza al 70%, come imposto da Decreto.

Si trattava, uso l’imperfetto perché la battaglia l’hanno fortunatamente vinta gli studenti, di turni pomeridiani che obbligavano quotidianamente il 20% degli scolari frequentanti istituti di Modena e Provincia l’entrata alle 10 e l’uscita alle 15, in alcuni casi 16, di pomeriggio.

Anche chi ha concluso da tempo gli studi superiori può immaginare i disagi che questi doppi turni avrebbero comportato. Da una parte, paradossalmente, gli studenti non avrebbero potuto conciliare la scuola con lo studio. Tantissimi sarebbero infatti arrivati a casa alle 17, avrebbero dovuto mangiare in fretta e furia, e fiondarsi subito sulla scrivania per evitare di andare in classe, il giorno successivo, impreparati. Fisiologicamente impossibile. D’altra parte, ci sarebbe stato anche un problema “pubblico”: i trasporti.

Per ovviare al vuoto di corse della fascia oraria 15-16, AMo e Seta avrebbero dovuto, e il piano era già stato pubblicato, togliere una quantità importante di mezzi nella fascia delle 14, creando un buco di corse in quel determinato orario, e lasciando così a piedi centinaia e centinaia di scolari. Elencate le circostanze che hanno portato tante e tanti a manifestare e scioperare, mi riserbo di fare qualche considerazione puramente politica.

Anzitutto, è ammirevole e degna di lode la mobilitazione degli studenti. Si sono visti, finalmente, decine di presìdi di giovani che manifestavano davanti alle scuole per far valere i propri diritti.

In quest’anno abbondante di pandemia la Consulta provinciale studentesca, imputata a fare ciò, si è infatti dimostrata incapace, poco pragmatica e soprattutto carente di voglia di rappresentare. La destra che ormai da più di un anno e mezzo controlla questa istituzione tanto importante ha peraltro fatto sapere su Instagram che i doppi turni erano “l’unica decisione possibile”. Peccato però che mezz’ora dopo il Presidente della Provincia Tomei li abbia smentiti, dichiarando che si sarebbe lavorato “per garantire l’entrata a turno unico alle 8”.

Ovviamente né la Consulta, né le associazioni studentesche di estrema destra hanno preso parte alla mobilitazione. Lo ha fatto invece React, associazione della quale sono Portavoce, che ha anche coordinato il tavolo di lavoro tra rappresentanti d’istituto sia per le mobilitazioni sia per redigere il “Manifesto per preservare i diritti delle studentesse e degli studenti”, sostenuto da più di 1200 persone.

Le mie considerazioni politiche non si limitano al mondo studentesco dell’associazionismo, ma si spingono fino alla politica vera e propria. A sostenere gli scioperi e le proteste sono stati anche i Giovani Democratici della Provincia di Modena, che tramite un comunicato stampa hanno espresso solidarietà a tutti noi. Non lo ha fatto, invece, la Destra giovanile locale, che preferisce evidentemente il silenzio alla concretezza. È lapalissiana la presenza di una forte componente ideologica in certe organizzazioni giovanili. Non si guarda al contenuto, quanto invece a chi lo promuove. Difatti, dopo il sostegno di React solo i Giovani Democratici di Modena hanno aderito e sostenuto il nostro appello, mentre Lega e Fratelli d’Italia hanno preferito tacere, ponendo davanti l’interesse del partito a quello della comunità.

Ai Giovani Democratici di Modena va dunque il mio più sentito grazie, per averci affiancato in una battaglia tanto storica quanto importante. La Sinistra, quella con la S maiuscola, deve ripartire proprio dai più deboli, da quelli che vedono i propri diritti calpestati. Solo così si può tornare ad essere grandi.